Tre stagioni, cinque Compostele (2005-2010)
di
Antonio antoniodl55@libero.it
Primavera
Il colore è il verde dei campi di grano, il giallo della odorosa ginestra, il rosso dei papaveri, per terra al mattino, la rugiada presto scompare asciugata dal già forte sole spagnolo. Il giorno è lunghissimo e tanti sono i pellegrini che preferiscono questa stagione. Ho percorso il cammino francese nel maggio del 2006, partendo da Saint Jean Pied-de-Port, in una giornata piovosa e gelida. E poi, invece, tre settimane assolate e le notti, sulle mesetas, stellate e frizzanti. Molti stranieri, pochi italiani, tutti, però, felici di poter usufruire di strutture più accoglienti rispetto a quelle estive.
Estati
Il colore è il giallo del grano, il rosso della terra e di certi infuocati tramonti, il blu del mare cantabrico nel cammino della costa… Il profumo è quello della terra già bruciata dal sole e quello delle tapas e dei localini che, spesso, animano le giornate estive. Si parte anche di notte, quando ancora gli spagnoli sono fuori a fare fiesta e noi pellegrini usciamo dagli albergues e ci sembra di essere comparse di un film ed invece siamo noi i protagonisti di una pellicola vera, autentica che ci riporterà a casa, spesso, profondamente cambiati, o, almeno, pieni di buoni propositi. Ho percorso il mio primo cammino francese, nel luglio 2005, grazie anche a Riccardo Latini, pellegrino conosciuto sul sito di Luciano Callegari e con il quale ho condiviso il viaggio in macchina fino alla Francia, lui poi, in bici, sulla costa ed io a piedi. Da allora ci sentiamo spesso e ci raccontiamo i nostri cammini. Nell’agosto 2009, ho, invece, camminato nel Norte della Spagna, da Irun a Santiago, quasi quattro settimane e più di ottocento km, tra mare e montagne, attraversando splendide città, tra cui San Sebastian, Bilbao, la parte storica di Santander. Qui ci sono meno pellegrini e più gente interessata alla movida che anche da queste parti impazza, soprattutto, nei centri urbani.
Inverni
Gli ultimi due li ho passati sul cammino, da Leon nel 2009 e da Oporto nel gennaio 2010. Il primo è merito di Marco Amadei, pellegrino doc di Parma che ne ha trovati sul sito di Luciano Callegari, altri cinque, provenienti, tutti, da città diverse del nord Italia: Modena, Busseto, Milano, Anzola Emilia e Venezia. Marco l’aveva percorso d’estate fino a Leon e voleva concluderlo d’ inverno. Ho trascorso due settimane indimenticabili nelle quali sei persone che si erano viste sì e no una volta, prima di partire, hanno condiviso le gioie e i momenti difficili, il freddo, la neve…e ad oggi siamo restati, tra di noi, buoni amici.
Buon ultimo viene il camino portoghese, concluso in questi giorni con Walter che aveva fatto anche lui l’altro cammino invernale. E’ un cammino di “soli” 220 km, solitario, ma con paesaggi splendidi e giornate limpide e fresche che aiutavano a superare la fatica. Ci sono, poi, in Portogallo e Spagna delle bellissime chiesette di campagna, sempre affollate di fedeli che spesso, mirabilmente, cantano.
A differenza del grigiore dell’anno passato, il colore di quello portoghese è stato quasi ovunque il blu del cielo ed il marroncino, quasi autunnale, dei tanti alberi. Il rumore costante era quello dell’acqua dei molti torrenti che invadevano pure i sentieri costringendoci a tortuose deviazioni tra le vigne. Unica nota negativa l’aumento dei prezzi, soprattutto in Spagna, conseguenza dell’inaugurazione dell’anno giubilare. Poi l’arrivo a Santiago e l’entrata, soli, in cattedrale dalla porta Santa sono le emozioni conclusive di questi cinque anni di continue peregrinazioni.
Camminando
Si apprende la vita
Camminando
Si conoscono le cose
Camminando
Si sanano le ferite del giorno prima.
Cammina
Guardando una stella
Ascoltando una voce
Seguendo le orme di altri passi
Cammina
Cercando la vita
Curando le ferite lasciate dai dolori
Niente può cancellare il ricordo
Del cammino percorso.
(Ruben Blades)