Ernesto
IL MIO CAMINO DE SANTIAGO
Dedicato ai miei genitori e reso possibile grazie alla disponibilità e generosità di mia moglie Maria Grazia.
7 agosto 2005 – domenica / Milano – Bayonne
Dopo tanto pensare alla realizzazione del progetto, dopo tanto documentarsi in merito e soprattutto dopo tanto allenamento alle salite, è arrivato il giorno della sospirata partenza.
L’attesa è finita ed è arrivato il momento di agire.
Il lungo viaggio di trasferimento a Bayonne è trascorso senza particolari contrattempi, ma una volta giunto in città mi sono trovato nel bel mezzo della Feria con un caos indescrivibile: centro chiuso, gente a fiumi per le strade, musica, balli , carri allegorici e soprattutto grandi bevute.
Tutta la città era pavesata a festa in un insieme di colori bianchi e rossi che avvolgeva ogni cosa ed ogni persona.
Ho girato un po’ frastornato per il centro facendomi trasportare dal flusso ininterrotto della gente e sono poi tornato in albergo per un meritato riposo.
Domani si inizia veramente ed è doveroso prima di fissare ogni sensazione di questa esperienza fortemente voluta, anche se la componente religiosa non è probabilmente la principale che ha fatto scattare in me la molla di viverla, ringraziare mia moglie che ha sopportato tutte le mie alienazioni ed ha assecondato senza riserve il mio desiderio di provare a raggiungere l’obiettivo che mi sono prefissato. Anche se questa mia decisione ha comportato per lei il sacrificio di fare delle vacanze separate e di dover accudire per tutto il periodo alla madre.
8 agosto 2005 - lunedì / St Jean Pied de Port – Roncisvalles
Dopo aver parcheggiato la macchina presso il parcheggio della stazione, percorso in treno il tratto fino a St. Jean, ho iniziato a pedalare ed, essendo il tempo bello, ho seguito il consiglio che la Guida al Cammino di Santiago edita da Terre di Mezzo dà di percorrere la via alta.
Sulla giuda si parla genericamente di tappa impegnativa, di pendenze che aumentano senza alcun altro riferimento, ma per le mie forze e per le mie capacitá si è rivelata una tappa estremamente dura con pendenze che superavano in diversi tratti, lunghi anche 2 – 3 Km, il 15% quando non toccavano il 20%. Inoltre gli ultimi 10 Km circa di salita si sviluppano su di un sentiero sterrato spesso impraticabile per la bicicletta (almeno per me).
E’ stato veramente troppo faticoso e personalmente avrò percorso, dei 21 Km di salita, almeno la metà a piedi spingendo la bicicletta. Non ero assolutamente preparato psicologicamente ad una tale eventualità.
Fortunatamente l’allenamento agli sforzi ed alla sopportazione della fatica mi hanno molto aiutato ed inoltre il contachilometri mi ha permesso di controllare lo scorrere dei chilometri percorsi spingendo la bicicletta e questo mi rincuorava e mi dava le energie per continuare.
Comunque, nonostante tutto, sono contento della tappa di oggi: bei panorami e luoghi storici visitati ed inoltre non ho avuto alcun problema particolare di indurimento muscolare.
Mi spiace solo di aver troppo allarmato mia moglie che avrebbe invece bisogno di tranquillità sia per la vacanza che sta trascorrendo sia perchè non è qui con me ha verificare la verità di quello che dico
9 agosto 2005 - martedì / Roncisvalles – Cizur Menor
Pamplona non mi ha voluto! I pellegrini in bicicletta non sono graditi in agosto.
La giornata è trascorsa piacevolmente, ho percorso per almeno il 90% il sentiero passando dalle brume mattutine di Roncisvalles al caldo pomeridiano di Pamplona.
Il tracciato si snoda piacevolmente nel bosco e lungo il fiume ma, come è giusto che sia, è un sentiero da percorrersi a piedi e quindi per le pendenze e soprattutto per il fondo, alcun tratti ho dovuto farli a piedi anche se non avevano nulla a che vedere con la follia di ieri.
Pamplona è una graziosa città con un centro storico interessante ed una bella Cattedrale.
Dormirò a Cizur Menor e sto scrivendo questi appunti in un simpatico cortile e mi sembra di essere in un agriturismo. Le camere sono spartane, ma sufficientemente pulite così come i servizi.
Ho fatto il primo bucato!
10 agosto 2005 - / mercoledì Cizur Menor – Los Arcos
Sono arrivato a Los Arcos, giornata non troppo faticosa; mi è stato risparmiato l’Alto del Perdon perchè la signora che gestisce l’albergue sconsigliava a tutti i ciclisti di percorre il sentiero in quanto impraticabile alle biciclette ed inoltre, per lavori in corso, anche la statale era praticamente non percorribile.
Dopo l’esperienza dei Pirenei non ho avuto il coraggio di non seguire il suo consiglio e quindi con una devozione ho percorso un tratto del cammino Aragonese che passa per il Monastero di Eunate. Il Monastero si eleva isolato nella campagna e si è rivelato di una bellezza notevole nella sua semplicità e purezza architettonica.
Comincio ad apprezzare gli aspetti religiosi e culturali del Camino.
Il percorso è un continuo su e giù e per la prima volta ho alternato il sentiero con la carretera. Spesso il sentiero è veramente impraticabile per la bicicletta.
Dopo Puente la Reina arrivato al Cirauqui il sentiero conduce al crollato ponte romano e quindi risale un pendio estremamente ripido dove anche i pellegrini a piedi avevano le loro difficoltà.
Oggi è arrivato il primo temporale, fortunatamente mi ha colto a Villatuerta, mi sono fermato per circa 45 minuti ed ho evitato di dovermi attrezzare per la pioggia.
Adesso sono le 19 e 30 e sta piovendo; speriamo bene per domani.
11 agosto 2005 – giovedì / Los Arcos – Santo Domingo de la Calzada
Sono arrivato al Santo Domingo de la Calzada: l’alternativa era fermarsi a Najera, ma la Lissone di Spagna non mi ha particolarmente colpito; infatti il Monastero di Santa Maria al Real era chiuso per restauro come molti altri luoghi.
Evidentemente hanno iniziato i lavori dopo l’anno del Giubileo.
Giornata faticosa sia per la lunghezza sia per il mio poco interesse per i luoghi visitati.
Dopo la pioggia di ieri il sentiero di terra argillosa era ancora troppo bagnato ed ho preferito prima restare sulla carretera che scorreva a fianco e poi facendo una deviazione passando per il Monastero di Caña.
Per il grande affollamento di agosto questa notte dormirò in un grande capannone, nel quale ci sono almeno 70 persone, su un materasso per terra.
La cittadina è molto gradevole con una bella piazza ed una Cattedrale romano-gotica di buona fattura al cui interno vi è la famosa gabbia con un gallo ed una gallina vivi in memoria del miracolo di cui narra la leggenda.
12 agosto 2005 - venerdì / Santo Domingo de la Calzada - Burgos
Sorpresa mattutina: gomma posteriore a terra e copertone quasi liscio.
Sono andato dal ciclista, ho cambiato il copertone, ho acquistato una camera d’aria di scorta ed alle 9 e 15 sono partito.
Meno male che è successo in città semplificando notevolmente ogni cosa.
Oggi dopo aver passato Grañon, bella la Iglesia de San Juan, c’era da superare l’Alto de Predaja ed ho percorso i 3 Km di salita sulla carretera in considerazione di cosa diceva la Guida e visto l’attacco del sentiero subito ripido, stretto e sassoso (tradotto a piedi e spingere!).
Ho passato San Juan de Ortega dove ho visitato la chiesa, molto bella nella sua purezza architettonica, nella quale vi è il cosiddetto capitello del miracolo della luce.
Per apprezzarne veramente la bellezza e la suggestione bisognerebbe essere presenti nei giorni dell’equinozio di primavera e/o di autunno.
Sono così arrivato a Burgos città molto bella con una maestosa cattedrale il cui interno a pianta latina si presenta con uno stile architettonico armonioso e per i miei gusti gradevole, molto bella anche l’Iglesia de San Nicolas e suggestivo il panorama che si gode dal Castello.
Purtroppo arrivato all’albergue scopro che dovrò dormire per terra; infatti qui oltre ai letti, tutti occupati, non ci sono materassi da porre per terra.
Ho commesso un peccato di superbia, ma a 62 anni ho ritenuto che almeno un materasso mi spettasse di diritto ed ho chiesto se vi erano degli alberghi nei dintorni. Il gestore dell’ostello
mi ha indirizzato presso un albergo poco distante dove ho pernottato.
Ho visitato la città, mi sono concesso una birra sulla piazza ed una cena in un ristorante all’aperto lungo il fiume.
Mancava soltanto mia moglie ed il mio amico Giorgio e sembrava una della belle serate trascorse in giugno durante il nostro giro in Svizzera.
13 agosto 2005 - sabato / Burgos – Carrion de los Condes
Poco dopo Burgos cominciano le mesetas, altopiani aridi, spogli, senza un filo di ombra, solo il sentiero tra sterminati campi di grano (ormai tagliato) limitati da muretti a secco.
Sembrava essere nel più profondo Sud.
E’ stato un continuo su e giù con pendenze più o meno pronunciate ed ogni tanto all’improvviso appariva un villaggio piccolissimo come Hontanas oppure una piccola cittadina come Castrojeriz. Luoghi comunque estremamente suggestivi per la loro bellezza naturale oppure per le rovine rimaste come l’Hospital de San Anton.
La giornata si è sviluppata molto linearmente come previsto ed ho percorso un tratto di meseta con un ragazzo di Legnano, simpatico e non invadente, il quale si è fermato a Fromista ad aspettare i suoi due compagni di pellegrinaggio, una ragazza ed un ragazzo, perchè lo stesso ha avuto dei problemi alla bicicletta.
L’ho salutato ed ho proseguito arrivando a Carrion de los Condes, cittadina che vive soprattutto in funzione del Camino.
Ho trovato da pernottare presso il convento delle suore essendo i primi due albergue completi.
La sera ho partecipato alla messa ed alla successiva benedizione del pellegrino e non ho potuto non notare che con circa 300 posti occupati negli albergue la chiesa era mezza vuota e che solo in 12 siamo andati in sagrestia per la benedizione del pellegrino!
Questo dato si commenta da solo su quali siano le motivazioni che spingono il pellegrino sulla via di Santiago.
14 agosto 2005 - domenica / Carrion de los Condes – Lugo
Tappa lunga e noiosa ad eccezione di circa 11 Km di sterrato anche se non troppo bello. Tutto il resto del tracciato si sviluppa a fianco di una carretera secondaria in una pianura infinita con un percorso quasi esclusivamente rettilineo.
Per sfuggire a questa situazione così monotona ho superato Sahagun e dopo aver visitato la città e passato paesini assolutamente privi di interesse, ho raggiunto Lugo.
Bella città piena di vita con un centro storico bel conservato; ho visitato la Cattedrale che presenta delle vetrate di notevole fattura e la Basilica de San Isidoro che a me è piaciuta molto.
Questa sera pernotterò presso il convento dei Benedettini e lì ho ritrovato i tre amici di cui avevo conosciuto ieri il ragazzo di Legnano. La cosa mi ha fatto molto piacere ed abbiamo deciso di cenare insieme.
15 agosto 2005 - lunedì / Lugo – Rabanal del Camino
E´ arrivato Ferragosto e lungo la strada ho pensato con commozione a mia moglie lontana e sola
che si è sacrificata per me. Mi manca molto la sua presenza.
A Puente y Hospital de Orbigo, molto bello il ponte romano, ho di nuovo incontrato i tre ragazzi con i quali ho cenato ieri sera; abbiamo percorso lunghi tratti insieme e siamo così arrivati ad Astorga. La città si presente ordinata con delle rovine romane e con la gradevole Cattedrale gotica.
Prima di arrivare in città ho fatto le prove generali dell’arrivo a Santiago; infatti in cima all’ultima salita c’è un ampio panorama della città e la Cattedrale si staglia imponente su tutte le altre costruzioni.
Finalmente è finita la pianura noiosa e monotona e dopo aver visitato Astorga ho salutato i miei nuovi compagni di viaggio, loro sono molto più veloci di me, e ci siamo dati appuntamento a Rabanal del Camino che poi abbiamo raggiunto insieme.
Anche la ragazza è simpatica mentre l’altro ragazzo non mi piace particolarmente, spesso lascia che siano gli altri due a risolvere qualunque problema.
Il tempo è sempre ottimo e spero rimanga tale sino alla fine.
Domani si raggiungerà la famosa Cruz de Hierro e la salita viene descritta impegnativa (circa 8 Km con circa 450 mt di dislivello).
16 agosto 2005 – martedì / Rabanal del Camino – Villafranca del Bierzo
La salita alla Croce di Ferro, fatta sulla carretera, non è stata così proibitiva come veniva presentata, si sale sempre con una pendenza costante e solo verso l’ultimo chilometro la pendenza si fa più dura.
Nei miei allenamenti nel pavese e nella bergamasca ho affrontato salite anche più lunghe e più impegnative.
Il punto raggiunto ha un valore altamente simbolico per i pellegrini che lasciano ai piedi della croce, o attaccato al palo che la sorregge, qualcosa che rimanga in eterno a ricordo del loro passaggio ed anch’io non mi sono sottratto al rito.
Lungo la discesa si passa per El Acebo, un pugno di case lungo la strada, molto suggestivo e Molinaseca altrettanto gradevole.
Finalmente il panorama è mutato e si rivedono montagne e boschi. Mi mancavano.
Arrivato a Ponferrada ho visitato il Castello Templare, le cui mura esterne sono in uno stato di ottima conservazione e quindi ho proseguito per Villafranca del Bierzo dove si trova la piccola Iglesia di Santiago. Gli antichi pellegrini, troppo deboli per continuare il cammino, grazie ad una bolla papale di Callisto III ricevevano una speciale dispensa dal proseguire. Ho pernottato in un rifugio molto caratteristico gestito da un personaggio sicuramente bizzarro ma che sta dedicando, con la sua famiglia, la propria vita a favore dei pellegrini. E’ uno dei pochi albergue sempre aperti.
Al rifugio sono arrivati anche i tre ragazzi che erano rimasti attardati per l’ennesimo problema tecnico alla bicicletta del ragazzo pugliese. Mi sembra che la pazienza degli altri due sia quasi al limite.
Verso le 20 è arrivato un temporale che spero non faccia cambiare la tendenza del tempo.
Domani c’è O’ Cebreiro!
17 agosto 2005 – mercoledì / Villafranca del Bierzo – Sarria
Anche O’ Cebreiro è alle spalle e sono entrato nella verde Galizia.
La salita si è rivelata impegnativa, più di quella di ieri, come previsto, ma non impossibile; pedalabile come si dice in gergo. Gli allenamenti di preparazione si sono rivelati non solo utili ma assolutamente indispensabili.
Il tempo è ancora splendido ed il paesaggio assomiglia molto a quello svizzero dolce e mosso.
Dopo O’ Cebreiro si deve superare l’Alto de San Roque e l’Alto do Poyo che presentano anche loro delle belle pendenze, ma poi arriva una lunga bellissima discesa fino a Triacastela (almeno 10 Km con pendenze sempre superiori al 6%).
Sono passato da Samos, molto bello e ben conservato il Monastero, e l’arrivo a Sarria si è rivelato più faticoso del previsto sia per la stanchezza accumulata nella prima parte della giornata (circa 1000 mt di dislivello) sia per gli ultimi due strappi prima della città.
Questa mattina alle 7 e 15 ero già in bicicletta ed in cima a O’ Cebreiro ho ritrovato i tre ragazzi che erano partito dopo le 8 e 30, sempre per un problema alla bicicletta del ragazzo pugliese,
e che sono arrivati in cima circa 15 minuti dopo di me!
Ci siamo rivisti a Sarria ed essendo l’albergue pieno abbiamo affittato due stanze da un privato.
18 agosto 2005 – giovedì / Sarria – Arzua
Giornata bella come clima e temperatura con un tracciato semplice che si sviluppava per prati, campi e boschi.
Questa mattina, per la prima volta, ma siamo in Galizia ed il clima e molto simile a quello dei paesi a nord delle Alpi, c’era nebbia in valle; tipico esempio di giornata di bel tempo e così è stato.
Le previsioni per i prossimi giorni non sono particolarmente buone, ma godiamoci con gioia quello che ci viene donato.
I continui saliscendi hanno costellato tutto il percorso odierno ed il dislivello compessivo è stato di circa 850 mt.
Dopo qualche peripezia, strada sbagliata, telefono senza copertura, sono arrivato, con i tre nuovi amici, ad Arzua.
Anche qui l’unica possibilità per dormire era la palestra comunale senza alcun materasso ed anche questa volta mi sono rifiutato ed ho cercato una soluzione in albergo e forse ho forzato la decisione dei tre ragazzi che probabilmente senza di me avrebbero dormito nella palestra, ma non hanno voluto lasciarmi solo.
Domani tempo permettendo, adesso sta piovendo, contiamo di arrivare per mezzogiorno o comunque nel primo pomeriggio a Santiago.
19 agosto 2005 - venerdì / Arzua – Santiago
La meta è raggiunta! Siamo arrivati verso le 13. Il tratto percorso è stato molto bello, quasi sempre per boschi. La Galizia assomiglia sempre più ai nostri paesaggi montani; la differenza è che i boschi sono di querce ed eucalipti invece che di conifere.
L’arrivo alla Cattedrale è stato traumatico per il caos di turisti e di pellegrini.
Il ritiro della Compostela, che doveva essere il momento culminante a suggello del pellegrinaggio, si è invece rivelato estremamente mortificante.
Avevo letto di una certa diffidenza nei confronti dei ciclisti italiani che in alcuni casi hanno il pulmino o la macchina di appoggio, ma non credevo si arrivasse a tanto.
Nel mio caso, chi doveva rilasciarmi la Compostela era un tedesco e la sua collega, una ragazza spagnola, metteva in dubbio che avessi percorso il Cammino in un tempo così breve senza alcun mezzo di appoggio.
Sono stato costretto a parlare in tedesco con il mio interlocutore perchè non ero disposto ad accettare che la mia parola venisse messa in discussione da una ragazza, che poteva essere mia figlia ed è stato per me umiliante essere creduto per la mia posizione professionale e non per quello che avevo sinceramente affermato!
Molto emozionante è stato l’ingresso alla Cattedrale: essere di fronte al Portico della Gloria dopo tanta fatica, assolvere ai rituali del Pellegrino che mi hanno profondamente commosso, e partecipare alla Santa Messa.
Abbiamo quindi cercato dove poter passare la notte e la ricerca non è stata delle più semplici considerato la moltitudine di persone in città per il fine settimana. Comunque una stanza per quattro alla fine è stata trovata ed è andata bene anche questa volta.
Domani mi separerò dai miei nuovi amici che rientreranno in Italia domenica perchè il ragazzo pugliese deve essere a casa al più tardi giovedì. Gli altri due sono veramente dispiaciuti di non poter proseguire anche loro per Finisterre.
20 agosto 2005 - sabato / Santiago – Olveiroa
Dal caos di Santiago alla solitudine del proseguimento verso Finisterre, dalla processione di persone a piedi o in bicicletta di ieri al vuoto quasi assoluto di oggi. Sono ritornato ad essere solo e ad essere sincero un poco mi dispiace.
In circa 60 Km non ho incontrato un solo ciclista ed avrò superato non più di 30-35 pellegrini a piedi. Qui ad Olveiroa sono il solo in bicicletta ed ai ciclisti spetta di dormire per terra sul materasso.
La giornata è stata bella e soleggiata, il solito vento, spesso contrario, ma lamentarsi sarebbe veramente una follia.
Ho percorso praticamente sempre il sentiero, che passava per boschi e prati, ho attraversato piccoli villaggi che non mi sono sembrati particolarmente puliti, ma il paesaggio e sempre molto gradevole e dolce ed in cima alle colline si vedono tantissime pale eoliche.
Infine la signora che gestisce l’ albergue mi ha trovato un letto. Cosa potrei chiedere di piú?
Domani arriverò a Finisterre e devo ammettere che sono emozionato.
21 agosto 2005 - domenica / Olveiroa – Finisterre
Il tempo è ancora bellissimo e ho deciso di passare per Muxia.
Il sentiero non è molto ben segnato ed alterno carretera a sentiero, arrivo al Monastero di San Xulian de Moraine, che posso vedere solo dall’esterno, e finalmente vedo l’oceano che mi appare all’improvviso appena mi allontano dal monastero, dopo una curva a sinistra, la baia sottostante è molto ampia ed invitante, ed il mare, di un azzurro intenso, è molto calmo. Poco dopo arrivo a Muxia, intravedo il paese dal bosco; un insieme di case dai colori chiari, piccolo,raccolto che si snoda lungo la spiaggia.
Molto bello il Santuario della Madonna della Barca che si erge alla fine del paese in un punto molto selvaggio. Partecipo alla funzione e dopo passo all’ufficio turistico per chiedere informazioni sulla via da seguire per andare a Finisterre e con sorpresa ricevo un sello sulla mia Credenziale ed un attestato per aver portato a termine il percorso fino alla Costa della Muerte.
Riprendo a pedalare verso Finisterre ed il percorso, prima costiero con impegnativi su e giù, poi sentiero, non sempre agevole, ed infine carretera fino a Finisterre che raggiungo a pomeriggio inoltrato.
Il paese è ormai diventato meta turistica e gli ultimi chilometri si sviluppano lungo la statale che ha su ambedue i lati piccoli condomini di appartamenti di vacanze ed altri condomini che sono in costruzione.
Confesso di essere rimasto un poco deluso, mentre Muxia mi aveva fatto una impressione molto più favorevole.
Comunque il viaggio simbolo del trascorrere della vita è giunto al termine o meglio manca solo il rito del tramonto.
Dal capo, alle 21 e 38 vedo il sole scende definitivamente in mare suggellando nel modo migliore il mio proseguimento del Camino fino all’Atlantico.
Sono stato veramente fortunato sia per essere riuscito ad arrivare fino a qui senza grandi difficoltà sia per essere stato sempre accompagnato da un tempo favorevole.
22 agosto 2005 - lunedì / Finisterre – Santiago
Il mattino sono andato alla lunga e bella spiaggia di Langosteira, ma mi sono solo bagnato i piedi, l’acqua era troppo fredda per immergermi completamente.
Alle 11 ho preso il bus per Santiago ed una volta arrivato sono ritornato sulla Plaza de Obradoiro e la presenza di gran lunga minore di turisti mi ha riconciliato con la città.
Ho ripetuto il rito del Pellegrino in Cattedrale ed alle 18 sono partito in bus per Irun.
Ormai il mio Camino è giunto veramente al termine e mi sento spiritualmente più ricco di quando sono partito, anche se ho visto che spesso le persone, nelle loro debolezze, superbie e stolte furbizie, non cambiano perché hanno mantenuto una promessa o hanno compiuto un atto, un gesto altamente simbolico nella sua faticosa semplicitá.
Gli ideali, i valori, i propri riferimenti non mutano. I miei si sono sicuramente rafforzati e mi sono venute in mente le parole del direttore dei Programmi di Radiorai Sergio Valzania che lo scorso anno ha compiuto il Cammino: Il Cammino é un gesto di assoluta inutilitá, nel senso che non serve ad altro che a se stesso e che appunto in se stesso racchiude una promessa non piccola. Un gesto inutile, ma necessario.
Un gesto che io ho fortemente voluto compiere.
Ernesto ernturat@tin.it