LA VIA MICAELICA - SIPONTINA

DA ROMA A SIPONTO SULLE ORME DEGLI ANTICHI “PALMIERI ” PER GERUSALEMME

 

PREMESSA

 

Il nostro desiderio di percorrere le antiche vie di pellegrinaggio da Lisbona, città natale di S. Antonio da Padova, a Gerusalemme transitando oltre che dalle storiche mete di Santiago de Compostela, Roma e Monte Sant’Angelo anche dalle più recenti Fatima, Lourdes e San Giovanni Rotondo, si era fermato a Roma.

La mancanza assoluta di guide che si spingono a sud di Roma ci impediva di intraprendere con una certa sufficienza il pellegrinaggio verso i porti di imbarco per la Terra Santa. Abbiamo così deciso di provvedere direttamente alla ricerca di una via che potesse ragionevolmente essere percorsa.

Raccolte senza particolari pretese storiche notizie bibliografiche relative alle antiche vie di pellegrinaggio da Roma a Gerusalemme, tra Siponto, Bari e Brindisi, porti di imbarco per la Terra Santa, la scelta è caduta su Siponto per due motivi: il passaggio dal santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo, antichissima meta di pellegrinaggio e pietra angolare del culto di San Michele in Europa, e da San Giovanni Rotondo, recentissima meta di pellegrinaggio alla tomba di Padre Pio.

A Siponto, oggi sobborgo di Manfredonia, il porto non c’è più; il lento trascorrere del tempo che tutto modifica ed il più veloce sviluppo antropico rimodellando la costa hanno comportato il suo interrimento, rimane però la splendida basilica di Santa Maria Maggiore, nella quale i Pellegrini Crociati ricevevano la benedizione prima dell’imbarco.

 

Quanto segue non pretende essere una guida, ma riporta il percorso da noi seguito tra l’8 ed il 22 settembre 2007 per raggiungere Siponto partendo da Roma.

A pellegrinaggio eseguito riteniamo che la durata ideale debba essere di 17/18 giornate, avendo così modo di apprezzare al meglio le bellezze naturali ed artistiche della Via.

La Via tocca località di notevole valore storico-artistico; per non viaggiare con la testa nel sacco consigliamo quindi un’opportuna informazione sui luoghi, da ottenersi sia tramite una preventiva ricerca che, molto meglio, portandosi nello zaino una snella guida turistica (T.C.I. – Michelin).

 

Non essendo “la via” definita, ne abbiamo da prima stabilito a grandi linee il possibile percorso, per poi scendere nei particolari utilizzando carte stradali e topografiche in scala 1:200.000 e 1:100.000; alcune di queste ultime risalgono agli anni 50 del secolo scorso (purtroppo questa è la situazione della cartografia italiana).

Di grande utilità ci è stata la pubblicazione “ Verso il Monte dell’Angelo - a piedi sulla via Francigena del sud ” dell’associazione Jubilantes, che ringraziamo per la grande disponibilità dimostrataci.

 

Ovvio che l’approssimazione è stata grande, per cui durante il cammino ci siamo trovati in situazioni in cui strade secondarie, sterrati e tratturi sono diventati superstrade oppure impercorribili per la folta vegetazione che ne ha cancellato ogni traccia.

Giorno per giorno abbiamo dovuto pertanto servirci molto della…. lingua per chiedere informazioni (ottima occasione per chiacchierare con la gente del luogo) e del …. naso per fiutare il tracciato migliore, cercando di evitare il più possibile strade asfaltate e, dove ciò non è stato possibile, evitare almeno quelle più trafficate.

Ce l’abbiamo fatta? Sicuramente le notizie raccolte lungo la strada ci hanno permesso di scoprire tratti molto belli che hanno sostituito tratti più trafficati o più monotoni, ma è chiaro che con più tempo per verificare eventuali varianti e con una cartografia più dettagliata (ad esempio le carte tecniche regionali in scala 1:10.000 o le più recenti carte in scala 1:50.000 - ove esistano) l’ulteriore ottimizzazione del tracciato è cosa sicura.

Fedeli al motto che “se mai parti, mai arrivi” siamo partiti e quanto segue è il risultato della nostra partenza; ci auguriamo che altri partano e con i loro sicuri contributi, siano essi proposte di nuove varianti che osservazioni a quanto qui esposto, possano aggiornare al meglio sia il percorso del pellegrinaggio sia le notizie relative agli alloggi, rendendo sempre più confortevole la via.

buon cammino a tutti!

 

Anacleto, Mario, Rinaldo.

 

 


CARATTERISTICHE DELLA VIA

La via è stata percorsa a piedi dal primo all’ultimo metro ad esclusione delle varianti proposte, che sono frutto di una revisione del percorso eseguita su Google Earth e Maps una volta tornati a casa.

Ovvio che la concreta conoscenza dei posti abbinata alla possibilità di osservare a tavolino foto satellitari ci hanno permesso una ulteriore ottimizzazione del percorso; da qui derivano le varianti proposte, a nostro parere migliorative, che consigliamo di sperimentare dando una mano a rendere sempre più filante la via.


Lunghezza: 456km

La lunghezza delle singole tappe e di conseguenza dell’intero percorso è solo stimata.

Attenzione quindi nel fare il programma! Seppure le distanze indicate siano attendibili, qualche chilometro in più o in meno, seppure ininfluenti sulla lunghezza complessiva della via, possono avere un certo peso sull’economia delle singole tappe, appesantendole od alleggerendole a seconda che i chilometri, seppure pochi, siano in più o in meno.


Altimetria

Seppure la quota massima raggiunta non superi 1.100m, il percorso si sviluppa sovente oltre gli 800m.

Attraversare l’Appennino da ovest a est è un continuo susseguirsi di saliscendi anche di notevole lunghezza e dislivello, tranne le tratte “Roma – Frattocchie” (prima tappa) e “Castelnuovo della Daunia – stazione di San Marco in Lamis” (pro parte della dodicesima e tredicesima tappa) che sono del tutto piane.

Ad ogni modo nulla di difficile: i saliscendi sono in genere dolci, ad eccezione della discesa lungo il sentiero che dal Vivaro (seconda tappa) porta a Lariano, della salita su strada asfaltata che dal fondovalle del Fortore porta a San Marco la Catola (undicesima tappa) e dall’abbazia di Pulsano a Manfredonia (quindicesima tappa) che sono caratterizzate da notevoli pendenze.

Anche per l’altimetria va chiarito che le indicazioni date sono soggettive; mai dimenticare che ciò che per alcuni costituisce un “erto colle” per altri si tratta solo di un “cavalcavia”. Carte alla mano quindi, e valutare con attenzione i dislivelli!


Orientamento

La via non è segnalata.

A meno che si voglia sempre seguire le strade statali e provinciali, è necessario un minimo di senso di orientamento, specialmente lungo alcune tratte di sterrato o sentieri.

In particolare si evidenziano la seconda, la dodicesima e la quattordicesima tappa che possono presentare difficoltà nell’individuare il corretto percorso sia per la mancanza di specifiche indicazioni ai bivi, che per la scarsa percorrenza che a volte rende poco evidente il tracciato.

Bussola, altimetro e carte topografiche sono quindi consigliate; chi fosse tecnologicamente più avanzato può trovare conforto anche negli ultimi ritrovati (G.P.S. e navigatori vari), anche se si consiglia di non lasciare a casa con il buonsenso anche il “naso”.


Cartografia

Come già detto in premessa la situazione non è delle più rosee; noi abbiamo utilizzato la carta stradale T.C.I. in scala 1:200.000 ed i seguenti fogli IGM della carta d’Italia in scala 1: 100.000:

Foglio Roma 150

Foglio Alatri 151

Foglio Sora 152

Foglio Cassino 160

Foglio Isernia 161

Foglio Campobasso 162

Foglio Lucera 163

Foglio San Severo 155

Foglio San Marco in Lamis 156

Foglio Monte Sant’Angelo 157

Ci risulta che alcune tratte della via siano coperte anche da recenti carte IGM in scala 1:50.000, altamente consigliate se disponibili in commercio.


Alloggi

Al termine di ogni tappa abbiamo riportato notizie utili per il pernottamento nella località di arrivo; ritenendo comunque che le tappe possano variare sia perchè non tutti abbiamo la stessa…. gamba sia perchè le condizioni meteorologiche non dipendono dalla nostra volontà, sono elencate anche le possibilità di alloggio nelle località incontrate sul percorso.

Dove è stato possibile abbiamo dato la precedenza agli Istituti Religiosi, ritenendo l’accoglienza da loro offerta più in sintonia con lo spirito del pellegrinaggio; non mancano ad ogni modo altre possibilità di alloggio.

Altamente consigliato verificare in anticipo disponibilità e costi, in modo da poter scegliere al meglio sia in funzione della qualità che della….. moneta.


Quando partire

Il tempo migliore per incamminarsi va da aprile a fine settembre; tenendo presente che luglio e agosto possono essere molto caldi, la tarda primavera ed il primo autunno sono da preferirsi.

Si sconsigliano il tardo autunno e l’inverno, che per freddo, pioggia e neve potrebbero presentare molte difficoltà.


PERCORSO

 

Si ricorda che da Roma a Siponto la Via è stata tutta percorsa a piedi, “alternative” comprese; fanno eccezione le “varianti” che sono frutto di elaborazioni successive eseguite a tavolino e che devono essere opportunamente verificate percorrendole.


 0. Roma

 

A Roma ci si può arrivare con vari mezzi: dall’aereo ai…. piedi; non c’è che scegliere!

Visitare Roma per chi non la conosce è un obbligo e qualche giorno di permanenza è consigliato; ottime guide turistiche sono disponibili in qualsiasi libreria, ma prestare attenzione solo a quelle sintetiche e “leggere”.

Se a Roma ci si arriva con qualsiasi mezzo, da Roma il pellegrino prosegue sempre a piedi!

 

Alloggi

C’è l’imbarazzo della scelta! Noi suggeriamo di fermarsi a La Storta, facilmente raggiungibile da San Pietro tramite metropolitana e treno(30minuti circa) con un unico biglietto metropolitano.

Istituto Suore delle Poverelle - La Storta- Via Baccarica 5

SuorMarina – tel.06.30890495 (possibile uso della cucina)

 


1. Roma - Albano Laziale km 28

Piazza S. Pietro – Ponte S. Angelo – Piazza Navona – Pantheon - Piazza del Gesù- Altare della Patria - Campidoglio - Foro Romano – Colosseo - Terme di Caracalla - Porta S. Sebastiano; chiedendo indicazioni, da località a località si può giungere a porta San Sebastiano senza l’aiuto di carte topografiche anche non conoscendo la città.

Da porta San Sebastiano prendere la via Appia Antica, superare le catacombe di S. Callisto e di S. Sebastiano, la cappella Domine Quo Vadis e continuare sull’Appia Antica.

 Ignorando tutte le strade asfaltate che si incrociano e superando eventuali staccionate si arriva a Frattocchie; negli ultimi 3 - 4 km lo sterrato si sostituisce al basolato romano e alla più recente pavimentazione.

Da Frattocchie si prosegue lungo l’Appia Nuova che, quasi interamente costeggiata da banchina transitabile, in 5 km circa sale ad Albano Laziale.

 

Alloggi

 


2. Albano Laziale – Artena km 31

 

Dal centro di Albano prendere la via Appia nuova in direzione di Ariccia; dopo la pietra miliare posta sulla sinistra immettersi sull’Appia antica (indicata con cartello turistico) che scende a destra..

superare la tomba di Orazio e proseguire la discesa fino a raggiungere una rotonda (la seconda) con i resti di un arco romano al centro; proseguire diritto per la strada che inizia a salire e proseguendo lungo questa entrare in Genzano.

All’incrocio con semaforo proseguire diritti per via Angelo Sesta fino a raggiungere al suo termine il centro della cittadina.

Attraversare il centro abitato seguendo le indicazione per Nemi.

 Dal cimitero di Genzano prendere la strada in salita che porta a Nemi; al km 1,5 dirigersi a destra verso il cimitero di Nemi seguendo il cartello indicatore.

 Poco prima dell’entrata del cimitero parte a sinistra uno sterrato (sbarra) che attraverso un bosco ed in circa 30 minuti di salita porta ad incrociare la strada provinciale dei laghi. (punto di inizio variante 1).

Proseguire diritto immettendosi sulla strada del Vivaro ed al km. 3,1 prendere a destra uno sterrato.

Seguire lo sterrato non considerando alcune deviazioni che dipartono a sinistra. In poco più di un’ora si raggiunge un culmine poco oltre il quale (circa un centinaio di metri) c’è un cartello che indica che ci si trova nel territorio di Lariano; proseguire fino a quando il sentiero compie una curva ad angolo retto (90°) a destra. A inizio curva abbandonare lo sterrato che prosegue a destra e prendere un evidente sentiero che si stacca a sinistra; seguirlo rimanendo sempre sul sentiero che con forte pendenza scende lungo il fianco est/sud/est del monte Artemisio.

Al primo evidente bivio prendere a sinistra ed al prossimo evidente bivio prendere a destra; continuare a scendere tenendo sempre la sinistra. In prossimità di un casale (punto di fine variante 1) si raggiunge una strada con fondo in cemento che conduce nel centro di Lariano.

In alternativa, al secondo evidente bivio proseguendo diritto si raggiunge una piccola radura da dove partono diversi sterrati; seguire lo sterrato di destra che in lieve discesa porta al cimitero di Lariano.

 

Uscire da Lariano (punto di inizio variante 2) lungo la SS 600 (via Ariana), che proviene da Velletri, incamminarsi verso Valmontone-Artena; poco oltre il km10, in corrispondenza del cartello che indica a sinistra “Hagatea” (punto di fine variante 2), prendere lo sterrato di destra (tracciato della vecchia ferrovia?) che tagliando un’ampia curva si ricongiunge alla statale che porta ad Artena. (punto di inizio variante 3).

Da qui si prosegue diritti lungo la statale fino ad arrivare ad Artena.

 

Variante 1 (non verificata)

Giunti sulla strada Provinciale dei Laghi girare a destra e proseguire per circa 800 metri; prendere lo sterrato a sinistra che si inoltra nel bosco (via Fontana Ferrari).

Proseguire per un lungo tratto fino ad incrociare ad angolo retto una stradina; voltare a sinistra e lungo questa raggiungere l'incrocio con la “via Della Forestale” che sale da Velletri.

Prendere a sinistra fino a raggiungere un’ampia radura; proseguire diritti e dopo circa un centinaio di metri lasciare lo sterrato e scendere lungo un sentiero che si stacca a destra.

Mantenendo la sinistra si raggiunge uno sterrato alla sommità di una estesa radura con rari alberi (rimboschimento?); voltare a destra e dopo circa 70 metri prendere a sinistra e costeggiare il lato settentrionale della radura.

Giunti al vertice opposto della radura prendere la stradina che a sinistra si immette nel bosco; proseguire lungo questa fino a giungere ad un’area coltivata e, proseguendo sempre diritti, al casale dal quale parte la strada che porta a Lariano.

 

Variante 2 (non verificata)

Se dopo Lariano si vuole evitare del tutto la statale, uscendo dal paese prendere il tracciato della vecchia ferrovia che parte sulla sinistra tra via Urbano IV e via Sandro Pertini e che giunge di nuovo sulla SS giusto in corrispondenza del bivio Hagatea da dove,attraversando la SS, si prosegue come indicato.

 

Variante 3 (non verificata).

Giunti sulla statale prendere subito a destra la strada che compiendo un semicerchio di poco più di un centinaio di metri si ricongiunge di nuovo alla SS; poco prima della SS inoltrarsi sulla strada che si stacca a destra (la seconda).

Proseguire sempre diritti lungo la strada che da “contrada Colle del Faggio” diviene “vicinale Valle Santo Stefano”, ignorare le strade che si dipartono sia a destra che a sinistra ed immettersi sulla “via Giuglianello”; proseguire sempre diritto lungo questa fino ad una biforcazione dove si prende a destra la “via Convento” e lungo questa si giunge ad Artena. (variante rilevata da cartina stradale locale; consigliata in quanto evita la strada statale)

 

Alloggi

- Collegio Francescano S. Maria del Gesù, via Giulianello; tel. 06 951911

- Albergo Chiocchio, via Santa Maria 28; tel. 06 9343253

- Hotel Ciacitto, via Pozzo Nuovo 17; tel. 06 9517492

a Genzano
- Hotel Villa Robinia, via fratelli Rosselli19; tel. 06 9396409

a Lariano

- Villa Mater Dei (casa religiosa); via Mater Dei 2; tel. 06 9648338 -  347 7445213

 


3. Artena – Anagni km 27

 

Scendendo da Artena alta verso Artena bassa, all’ultimo tornante prendere a destra seguendo l’indicazione “carabinieri” e proseguire diritto a lato della staccionata che delimita il parco(la villa).

La strada diviene sterrato e per un tratto è interessata da vegetazione; proseguire comunque sempre diritto raggiungendo la statale Ariana che conduce a Colleferro.

Raggiunta la statale la si attraversa e si prosegue diritti fino al primo stop, dove girando a destra si ritorna sull’Ariana. Riattraversare di nuovo la statale e proseguire fino ad un incrocio con una fontana sulla destra; svoltare a sinistra per ritornare di nuovo sull’Ariana (questo secondo tratto può sembrare non molto conveniente: a fronte di una divagazione di circa 2,5km si evita un tratto di statale molto trafficata e senza banchina transitabile solo per poco più di 1km.

Proseguire seguendo la statale fino a Colleferro. Entrare in paese tenendo la destra e seguendo la via Consolare Latina raggiungere la chiesa; rimanendo sempre sulla Consolare Latina uscire dal paese e continuare sempre diritti superando una serie di incroci di cui alcuni con semaforo.

Raggiunti i cascinali Rossilli. proseguire lasciando a destra il paese di Gavignano e, ignorando le strade che si dipartono ai vari incroci, proseguire sempre sulla stessa strada (asfaltata e poco trafficata). Si supera il ristorante Cese e all’incrocio con “Ara dei Casali “ e il ristorante la “Casetta” si prosegue diritto, si supera la ferrovia e si giunge alla stazione di Anagni.

Dalla stazione proseguire in direzione di Anagni; alla rotonda prima dell’autostrada prendere a destra, dopo circa 300 metri si sottopassa l’autostrada e proseguendo diritti si raggiunge Osteria della Fontana da dove si sale ad Anagni, indirizzandosi da prima verso Madonna delle Grazie e da li al sovrastante nucleo storico..

 

Alloggi

- Monastero Suore Cistercensi, via V. Emanuele 238; tel. 0775727053

- Villa Leonina (casa religiosa), via Calzatora 50/a; tel. 0775 73381

- Hotel Federico, via Anticolana (km 2,300); tel. 0775705049

- Hotel Tarangiò, via Casilina km 59,700; tel. 0775705114

- Albergo Del Gallo, via V. Emanuele 166; tel. 0775727309

a Colleferro

- Hotel Grottino, via dell’Artigianato 67, tel. 06 975168

-. Hotel Astoria, viale Savoia 81; tel. 06 074724

 


4. Anagni – Alatri km 29 (alternativa 1) – km 24 (alternativa 2)

 

Alternativa 1 (consigliata se si parte da Osteria della Fontana).

Dalla Casilina proseguire verso Ferentino. Al km 64.6 prendere la strada secondaria a sinistra e al primo incrocio, in corrispondenza del cartello stradale “Anagni ” voltare a destra; proseguire lungo questa fino a raggiungere un incrocio con 5 vie dove c’è una statuetta della Madonna. Attraversare l’incrocio e delle due strade affiancate che proseguono diritte prendere quella di destra.

Dopo circa 1,5 km si raggiunge il centro di Tufano; seguire le indicazioni per Martelli percorrendo la via Madonna del Tufano. Dopo circa 500 metri, ad un bivio tenere la destra e proseguire diritti rimanendo sempre sulla via Madonna del Tufano per sbucare dopo circa 1km sulla strada che da Martelli porta a Ferentino (punto di incontro con l’alternativa 2).

Immettersi su questa voltando a destra e dopo poco più di 1km si raggiunge la chiesa di S. Oliva.

 Proseguire diritti ignorando le strade che scendono a destra; circa 3km oltre si raggiungono le case alte di Ferentino e, poco prima del cimitero, la SP 24 che porta ad Alatri. Percorrere i restanti 10 km per raggiungere Alatri rimanendo sempre sulla SP 24.

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Alternativa 2 (consigliata se si parte dal nucleo storico – verificata solo dall’imbocco di via Preturi).

Uscire da Anagni da “via della Sanità” e tenendo la destra proseguire lungo la provinciale per Acuto; lasciare perdere le strade che si staccano a destra fino al bivio per Ferentino.

 Prendere a destra per Ferentino e poco dopo i quattro tornanti, - inizio del rettilineo - prendere la strada di sinistra “via Preturi” per Casale Buccito, Acqua Santa e Martelli.

Proseguire lungo questa fino a giungere a Buccito, dove in curva si incrocia la strada comunale che sale dalla Madonna del Tufano; tirare diritto per Martelli e proseguire diritti fino ad incrociare la strada provinciale Madonna del Tufano che proviene da destra.

Da qui proseguire come indicato nell’alternativa 1.

 

 

Variante da Martelli (verificata solo da “ I Pozzi ” ad Alatri)

Per chi avesse curiosità e voglia si suggerisce la seguente variante che, evitando asfalto e spingendosi su un erto pendio, permette ottime vedute e accorcia di circa 3 km il percorso, ma che esclude Ferentino.

Circa 150 metri dopo l’immissione della strada provinciale Madonna del Tufano (vedere alternative 1 e 2) prendere a sinistra la strada comunale “Monte Pistillo” che sale ad un minuscolo borgo; addentrarsi in questo, abbandonare la strada che piega a sinistra per ritornare verso Martelli e proseguire diritti ed uscire dal borgo.

Ignorare il primo sterrato che si stacca a destra ed al successivo bivio prendere a destra.

Subito lo sterrato volta a sinistra; proseguire lungo questo costeggiando un uliveto per circa 300 metri; giunti al culmine dell’uliveto prendere a destra sempre bordeggiando la piantagione, e al bivio immettersi sullo sterrato basso a destra e che prosegue poi sempre diritto verso est.

Proseguire sempre diritto lungo questo (è l’antica via “Pozzi-Anagni” oggi abbandonata) fino a sbucare sulla strada che proviene dal lago di Caterno; voltare a destra e lungo questa raggiungere la località “I Pozzi”.

Proseguire per Fumone; se si vuole evitare di salire nel borgo, giunti al grosso incrocio anziché prendere la strada che sale al nucleo antico, prendere a sinistra la strada comunale (Valle Fredda) che scende nell’ampia valle tenendo Fumone a destra - splendido paesaggio.

Proseguire lungo questa, superare la prima stretta curva – tornante - verso destra, ignorare la strada che subito dopo si stacca a sinistra e proseguire diritto; raggiungere un piccolo raggruppamento di case e, superato il tornante che poco dopo piega di nuovo a destra, all’uscita della curva prendere a sinistra.

Proseguire sempre diritti mantenendo sempre la destra fino a sbucare di nuovo sulla comunale abbandonata dopo le case.

Proseguire a sinistra; superare andando sempre diritti “Piè del Monte” e lungo la via “Campo le Fraschette”, lasciando la località Fraschette sulla sinistra raggiungere, ormai alla periferia di Alatri, la provinciale che da Ferentino porta in città.

La variante è impegnativa, ma molto bella!

 

Alloggi

- Casa S. Gaspare – Suore Adoratrici, vicolo della Scaletta; tel. 0775434027

- Albergo La Rosetta, via Duomo 35; tel. 0775434568

- Albergo Saturno, SS per Fiuggi; tel. 0775440297 (verificare posizione)

a Ferentino

- Hotel Bassetto, via Casilina sud; tel. 0775 244931

- Hotel Fontana Olente, via Casilina; tel. 0775 24181

- B&B Villa Adriana, via Casilina; tel. 0775 246635

 


5. Alatri – Isola del Liri km 26

 

Usciti da Alatri (direzione Frosinone) al primo tornante immettersi su uno sterrato che si snoda a sinistra per giungere, più in basso, di nuovo sulla statale155 per Frosinone.

Prendere per Frosinone, superare un distributore ed al km. 86 immettersi a sinistra su una strada vicinale che diviene successivamente uno sterrato; si supera una cava e proseguendo diritti, rimanendo paralleli alla statale, si raggiunge una cappelletta con Madonnina.

Dalla cappelletta girare prima a sinistra e poi subito a destra; al successivo incrocio girare di nuovo a sinistra (via Verolana) per poi proseguire diritti e lasciando sulla destra un minimarket e l’edicola si entra in Basciano.

Attraversare Basciano e proseguire diritti verso Veroli lungo la strada che inizia a salire. Dopo una marcata curva a destra seguita da un’altrettanto marcata curva a sinistra (si supera un vallone), all’uscita da un piccolo nucleo abitato, posto appena oltre la seconda curva, prendere a sinistra e subito a destra (si evita un tornante); proseguire diritti fino ad immettersi di nuovo sulla Verolana in corrispondenza del bar Alessia. Abbandonare subito la Verolana e voltare a destra per Fonte Peticesa; quando lo sterrato incontra l’asfalto prendere a sinistra e salire a Veroli. (consigliabile raggiungere la chiesetta posta in sommità del borgo al termine di un bel percorso nel centro storico - ottimo panorama).

Uscire da Veroli seguendo le indicazioni per Sora; dopo il piazzale di sosta degli autobus di linea e superato il supermercato Sisa, girare a destra su una strada secondaria in discesa; dopo 50 metri prendere la prima a sinistra portandosi nell’area denominata “ La Vittoria”.

Proseguire sempre diritto oltrepassando uno stop, superare il ponticello, salire a raggiungere la strada provinciale.

Su quest’ultima proseguire verso destra; seguire le relative indicazioni per Casamari e Isola del Liri lasciando il bivio di Colleberardi sulla sinistra (fine variante da Veroli). Si raggiunge Campoli, si sottopassa la SS 214, giungendo dapprima all’Abbazia di Casamari (visita consigliata), quindi a Porrino, a Castelliri ed infine a Isola del Liri.

 

Variante da Veroli (non verificata)

 Uscire da Veroli da Porta Santa Croce (tra viale della Repubblica e viale 28 Ottobre) e dopo una cinquantina di metri prendere a destra la strada per “Madonna degli Angeli”.

Superare un incrocio andando diritti ed al successivo bivio tenere a sinistra; superare un altro incrocio proseguendo diritto, la strada piega a destra e porta a Madonna degli Angeli.

Prendere la prima a sinistra e proseguire diritti per contrada Rosito; continuando sempre diritti si supera l’incrocio che a destra conduce alla “Madonna della Vittoria” e a sinistra a contrada Cantalupo e poi continuando diritti, ignorando le strade che si dipartono lateralmente, si giunge ad una biforcazione.

Se si prende a sinistra, dopo circa 400m si giunge sulla strada provinciale poco prima del bivio per Colleberardi.

 Continuando a destra la strada diventa alberata e compie un’ampia curva verso sud; a fine curva lasciare la strada che prosegue diritta e prendere a sinistra per giungere in poco più di un centinaio di metri di nuovo sulla strada provinciale appena oltre il bivio di Colleberardi.

 

Alloggi

- Albergo Scala, piazza Boncompagni 10; tel. 0776808384

- B & B Il Capricorno, via Cascata vicolo 1; tel. 0776869799 – 030 383322 (consigliato)

 a Casamari

- Suore Cistercensi della carità, via maria 24, tel. 0775 282292

- Abbazia Cistercense; tel. 0775 282371

 


6. Isola del Liri - Atina km 30

 

Uscire da Isola del Liri lungo il viale che porta allo stadio; lasciando lo stadio a sinistra proseguire sempre diritti lungo uno sterrato (lavori in corso per trasformarlo in strada) fino a raggiungere la strada provinciale che da Isola del Liri porta ad Arpino. Prendere a destra e proseguire lungo questa fino ad Arpino (merita una sosta).

 Entrare nel centro abitato, superare la piazza del municipio ed alla successiva biforcazione, in corrispondenza di una chiesetta con scalinata prendere a sinistra la “via Pio Spaccamela”, seguirla fino alla chiesa quindi voltare a sinistra per il palazzo Spaccamela (decadente).

Proseguire diritto seguendo uno sterrato, che ben presto diventa una scalinata, che porta a Civitavecchia (da visitare).

Dalla chiesa della Trinità di Civitavecchia, uscire dal paese per l’arco a sesto acuto fino a raggiungere la strada provinciale che arriva da Arpino.

Girare a destra e tagliando i primi 2 tornanti seguendo per poche decine di metri uno sterrato e una corta strada romana riprendere la SP al km 3,4; proseguire sulla stessa andando a destra.

Raggiunta la località “La Collina” lasciarla sulla destra e proseguire sulla strada asfaltata fino al km. 10,8 dove in corrispondenza di un tornante che piega a sinistra si abbandona la provinciale e si prende a destra, raggiungendo in successione le località di Zagarino, Togna e Colle Fossa.

 A Colle Fossa prendere a sinistra (strada comunale Ferro di Cavallo) per Casalvieri, raggiungendo di nuovo la provinciale, che si è lasciata al km 10,8, poco prima del paese.

 

Variante da Collefossa (non verificata)

A Collefossa, anziché prendere a sinistra la strada comunale Ferro di Cavallo, proseguire diritti ed entrare nel nucleo abitato giungendo ad un ampio slargo; ignorare la strada che prosegue diritta per le case e voltare a sinistra costeggiando un lungo edificio.

Dopo una ventina di metri girare a destra ad angolo retto e su sterrato proseguire diritto.

Superate in successione due minuscoli gruppi di case che si trovano sulla sinistra, si giunge nel mezzo di un nucleo abitato appena più grande; girare a sinistra e dopo un centinaio di metri prendendo a destra ci si immette di nuovo sulla strada comunale “Ferro di Cavallo” e si prosegue per Casalvieri.

 

Raggiunta Casalvieri si prosegue per Settignano (indicazioni) e successivamente per Atina inf. da dove si sale al borgo storico di Atina.

 

Alloggi

- Albergo La Pineta, via S. Nicolao 10; tel. 0776609120

- Albergo Bellavista, via A. Secchione; tel. 0776609123

- Albergo Melfa, via Caio Ponzo; tel. 0776610946

- Albergo Villa Fortuna, via dei Sanniti; tel. 0776610686

a Arpino

- Archicenobio di S. Andrea (religiosa) via Del Colle, tel. 0776 84272

- Hotel Bel Sito, via Caio Mario 43; tel. 0776848272

- Hotel Il Ciclope, via San Francesco 23; tel. 07766848809

 a Civitavecchia

- Hotel Sunrise Crest; tel. 0776848901

 


7. Atina – Colli a Volturno km 42

 

Uscire da Atina inf. rimanendo sul lato sinistro della strada che porta a Villa Latina ed in corrispondenza del numero civico 181 (elettrauto) girare a sinistra; proseguire diritto fino a ricongiungersi nuovamente con la strada abbandonata al civico 181.

Proseguire lungo questa e percorrendo un lungo rettilineo si giunge a Villa Latina in località Pisciavini – Villa Santa Lucia.

 Nel caso si provenga da Atina superiore scendere lungo la via Della Costa a “Piè delle Piagge” e da li proseguire per Pisciavini – Villa Santa Lucia.

Giunti a Pisciavini – Santa Lucia si prosegue per Vallegrande e continuando a salire si continua per San Biagio Saracinisco. Si affronta una serie di tornanti e giunti ad un culmine si imbocca a sinistra una strada asfaltata (vecchio tracciato della provinciale), si supera un tratto interessato da un accumulo di massi franati e un successivo tratto con vegetazione e si raggiunge nuovamente l’attuale provinciale.

Si prosegue per San Biagio Saracinisco e transitando per un ampio valico si continua per Pratole e Fontana Cicchetto. Rimanendo sempre sulla strada provinciale (poco trafficata), si supera il Lago della Selva mantenendolo sulla destra e si raggiunge al km. 40,8 la località Selva (bar, ristorante e minimarket).

Proseguire sempre sulla provinciale (sp627); al km 47 si lascia a destra la deviazione per Ceresuolo (rimane ad 1 km sulla destra) e si prosegue diritti fino al km 50,7 (100 metri circa prima del ristorante La Zampogna), dove si prende a destra una strada secondaria che si stacca in discesa e che lungo il versante destro della valle conduce alla contrada Fonte Costanza - percorso splendido.

Raggiunta Fonte Costanza, proseguendo sempre diritto e lasciando perdere la strada asfaltata che scende verso sinistra, la strada, oltrepassato il piccolo nucleo, diventata uno sterrato e quindi mulattiera, supera il Colle della Forca e discende per un buon tratto, diventando di nuovo sterrato e quindi strada asfaltata, fino a raggiungere Piana delle Cese, Case Castiglioni e quindi Ponte Sbiego.

 Oltrepassato il Ponte Sbiego si giunge sulla strada statale 158; attraversata la SS e percorse a sinistra poche decine di metri si prende a destra una strada in discreta pendenza che con una breve salita porta a Colli a Volturno.

 

Alloggi

- Albergo Volturno (sig. Gabriele), via ponte nuovo (SS 158 – Colli a Volturno bassa); tel. 0865810241

- Ristorante La Falconara (sig. Ermindo), località Castiglioni (3,5 km prima di colli); tel. 0865955377 – 338 1708956 (chiedere se possono ospitare)

a Scapoli - Vicenne

- Rist. La Zampogna, località Vicenne, scapoli, tel. 0865952134 (verificare se si può pernottare)

 


8. Colli a Volturno – Santuario dell’Addolorata di Pastena km 35 (km 39 – alternativa a)

 

Dalla piazza di Colli a Volturno prendere la sp627 con direzione Isernia. Rimanere sulla provinciale per poco più di 1km, quindi imboccare a sinistra la strada per i Valloni (cartello stradale); proseguire sempre diritti fino a immettersi di nuovo sulla provinciale e giungere ad un incrocio canalizzato dal quale ci sono 2 alternative:

Alternativa a - allungando di circa 4km il percorso abbandonare le indicazioni per Isernia e proseguire dritti per Canala lungo il vecchio tracciato della provinciale praticamente senza traffico; mantenendo sempre la destra, senza salire a Canala proseguire lungo il vecchio tracciato fino a raggiungere la nuova SP 627 e percorrerla seguendo le indicazioni per Isernia.

Alternativa b - lasciare perdere Canala e proseguire a destra per Isernia rimanendo sul nuovo tratto della provinciale SP 627, parecchio trafficato, che conduce dapprima sul viadotto del torrente Mandra e successivamente, sempre seguendo le indicazioni, ad Isernia.

Poco prima di entrare in Isernia, giunti agli incroci con sopraelevate mantenere il lato sinistro della strada per immettersi (contromano su banchina) sulla vecchia SS 85 che porta in città. Superare il viadotto sul fiume Sordo, voltare a destra per una ventina di metri ed in prossimità di un’area alberata con panchine, immettersi sulla stretta via di sinistra (strada a traffico limitato) che sviluppandosi lungo il crinale attraversa il nucleo storico di Isernia.

Proseguire sempre diritti attraversando tutta la città fino a raggiungere una rotonda con semaforo; girare a destra seguendo le indicazioni per Campobasso e, portandosi sul lato sinistro della strada, prendere contromano lo svincolo che proviene dalla SS. 17.

Dopo poche decine di metri prendere a sinistra uno sterrato e proseguendo lungo questo ci si riporta, ormai ben oltre lo svincolo, sul lato sinistro della SS 17 che proviene da Campobasso.

Proseguire verso Campobasso mantenendosi sempre sulla banchina di sinistra; superare il bivio che conduce a Pesche e giunti ad una cartello che indica l’area industriale prendere la strada che scende a sinistra – è il tracciato della ex SS17. (da questo punto è estremamente sconsigliabile proseguire lungo la nuova SS per la pericolosità della strada molto trafficata che su un viadotto è senza banchine laterali).

Scendendo lungo la ex SS17 si superano alcuni capannoni mantenendo sulla destra la ferrovia che più avanti si attraversa tramite un sottopasso; proseguendo sempre diritti si sale di nuovo a raggiungere la nuova SS 17 in località Taverna, giusto in corrispondenza dell’immissione nella SS della strada che proviene da Pettoranello (il paese di Pettoranello rimane a circa 2km sulla destra e su una piccola elevazione).

A questo punto si hanno due alternative:

Alternativa 1 (consigliata) – attraversare la SS 17 e andare a destra verso Pettoranello; dopo circa 100 metri girare a sinistra per il campo sportivo; superato questo ultimo proseguendo diritti si percorre un tratturo poco marcato che attraversa la piana sottostante la SS 17 per poi, immettendosi nel bosco (sempre nelle vicinanze della SS), tenendo la destra risalire fino al santuario dell’Addolorata

Alternativa 2 – immettersi sulla SS 17 e sul lato sinistro proseguire verso Campobasso; al km 186,4 in corrispondenza del “ Villino di Nerone”, (casupola semi diroccata) che si trova sul lato destro della strada, scavalcare il guardrail e imboccare la strada di sinistra. Dopo circa 300m al primo bivio tenere a sinistra e proseguire tenendo sempre la destra per Guasto da dove ci si dirige al santuario dell’Addolorata, che si raggiunge superando la SS 17.

 

Alloggi

- Suore Francescane dell’Immacolata, santuario dell’Addolorata, Pastena; tel. 0865 936091

- B&B La Voce del Vento, contrada Casali,2a; tel. 0776 546103-338 3445708

.- B&B Al Settimo Cielo, Zona Grotte; tel. 0776 545009-349 5322780

a Isernia

- Hotel Sayonara, via G. Berta 131; tel. 0865 50992

- Albergo La Tequila, via Giulio Tedeschi 85; tel. 0865 412345

 


9. Santuario dell’Addolorata (Pastena) – Vinchiaturo km 30

 

Dal santuario ci si riporta sulla SS 17 che si attraversa immettendosi sulla strada provinciale 52; si entra subito in Pastena e si prosegue per Indiprete.

Da Indiprete seguire i cartelli stradali per Campobasso fino ad immettersi di nuovo sulla SS17, sulla quale ci si incammina a sinistra.

In alternativa, da Pastena si può raggiungere Indiprete anche lungo la stradina in discesa che si sviluppa tra la SS 17 e la provinciale 52; giunti a Indiprete mantenendosi bassi proseguire diritti con la SS17 sulla destra fino a raggiungerla nello stesso punto da cui si proviene dalla provinciale 52.

Percorsi circa 400m sulla SS, al km 196 prendere uno sterrato a sinistra che sottopassa la ferrovia e al bivio voltare a destra fino a sbucare, dopo aver superato un passaggio a livello, nuovamente sulla SS al km. 196,8.

Percorrere la statale per altri 400 m ed al km. 197,2, oltrepassato un sottopasso, prendere a sinistra la strada per Taverna (indicazioni); attraversare il piccolo centro abitato e ritornare sulla SS 17 che si attraversa proseguendo per Cantalupo.

Raggiunto Cantalupo proseguire senza entrare nel nucleo storico; subito dopo la piazzetta con la statua di Padre Pio prendere a sinistra la strada che conduce al cimitero.

Dal cimitero immettersi sulla strada di sinistra; proseguire in discesa fino a raggiungere un incrocio con la strada che proviene dalla SS 17 al quale si volta a destra.

Dopo circa 200 metri, poco prima di una casa colonica con stalla posta sulla sinistra, immettersi a sinistra sul “Regio Tratturo Pescasseroli – Candela” e proseguire sempre diritti lungo il tratturo, fino a superare un  un capannone (allevamento polli). All’incrocio attraversare l’asfalto e continuare diritti raggiungendo un secondo incrocio con strada asfaltata; voltare a sinistra e raggiungere la SS17.

Prendere a destra e seguire la statale per poco più di un chilometro fino al bivio per Castellone; lasciare la SS andando a destra e dopo circa 30 metri voltare a sinistra seguendo lo sterrato che conduce al cimitero di Boiano e successivamente, tramite strada con marciapiede, alla piazza centrale (municipio, chiesa, giardino) di Boiano.

Dalla piazza, rimanendo sulla strada principale proseguire diritti ed uscire dal centro abitato; si raggiungono le sorgenti del fiume Biferno e sempre proseguendo diritti, tenendo la ferrovia sulla sinistra, si raggiunge la località di Riofreddo (punto di inizio variante Rio Freddo).

Si prosegue diritto lungo il tratturo Porcareccia, ormai asfaltato, ed alla rotonda con indicazioni a destra per S. Polo Matese si prosegue sempre diritto.

 La strada per un lungo tratto affianca una estesa cava di inerti; giunti all’incrocio per Campochiaro (a destra) si prende a sinistra per raggiungere dapprima l’area industriale, quindi la stazione di Campochiaro e la la SS 17 (punto di fine variante).

Attraversata la SS si prosegue fino a raggiungere il ponte sul fiume Quirino posto al termine di un rettilineo; superato il ponte girare a sinistra per la centrale dell’Acquedotto Molisano.

Raggiunta la centrale salire lungo lo sterrato fino ad immettersi dopo una serie di tornanti su una strada asfaltata (contrada Cardarelli); proseguire diritto trascurando la strada a sinistra che continua a salire.

Superati una serie di casali e trascurando tutte le strade secondarie che si staccano sia a sinistra che a destra, raggiunta una strada asfaltata di più ampia larghezza proseguire sempre dritto lungo questa ignorando sia la strada che svolta a sinistra che quella che scende a destra.

In vista di Vinchiaturo salire in paese lungo la strada che si stacca sulla sinistra.

 

Variante da Rio Freddo (non verificata – noiosa, ma 1km più corta)

Dopo Boiano raggiunta la località Riofreddo anziché proseguire diritto lungo il tratturo Porcareccia, al bivio prendere a sinistra;raggiunta la ferrovia mantenerla sulla sinistra voltando a destra.

Proseguire sempre diritti con la ferrovia a sinistra fino a raggiungere l’area industriale e lungo la strada che scorre tra questa e la ferrovia si raggiunge la stazione di Campochiaro e la ss17.

 

alloggi

- Hotel Samium, via G. Pascoli; tel. 0874773088

- Hotel Le Cupolette, contrada Santa Maria; tel. 0874340038-0874348550

a Boiano

- Albergo Mary, via Barcellona 7; tel. 087478375

- Hotel HR, via Croce 19; tel. 0874783000

 


10. Vinchiaturo – Jelsi km 26

 

Dalla piazza del Municipio di Vinchiaturo proseguire lungo la vecchia SS17 seguendo le indicazioni per Cercemaggiore e Gildone; si oltrepassa la nuova statale che porta a Campobasso e si raggiunge dopo circa 4 km la località Quadrivio di Monteverde.

 Da questa località, prendere la seconda a destra per Gildone (indicazioni) continuando sempre lungo il vecchio tracciato della ss17 (Apulo Sannitica), con traffico praticamente assente.

Al bivio per Cercemaggiore proseguire diritto ed arrivati poco dopo il km 234, in località contrada S. Andrea, prendere la strada in accentuata discesa che si stacca a sinistra e che poco dopo riporta ancora sulla Apulo Sannitica..

Giunti di nuovo sulla statale voltare a sinistra per Gildone e Foggia; in prossimità di Gildone, prima di attraversare il ponte sul torrente S. Nicola, prendere a sinistra la strada che costeggia il corso d’acqua ed entrare in Gildone.

 Da Gildone, proseguendo per 8 km lungo la vecchia ss17 si giunge a Jelsi; poco prima del paese immettendosi su un evidente sentiero si possono tagliare i tornati che portano nel centro abitato.

 

Variante da Gildone (non verificata)

Uscire da Gildone da via Municipio (vecchia SS17) ed alla prima curva prendere la strada che si stacca sulla destra (indicazioni per S. Maria del Quadrano).

Proseguire diritto fino ad un incrocio; girare a destra e subito a sinistra nella strada bordeggiata da alberi.

Proseguire sempre diritto fino ad immettersi di nuovo sulla via Apulo - Sannitica a circa 4 km da Jelsi.

 

Alloggi

- Convento Santa Maria delle Grazie; tel. 0881 713671- 340 555204

- Palazzo Ducale Carafa, largo Chiesa Madre 1; tel. 08747130002 – 3337884079 (appartamenti)

 


11. Jelsi – S. Marco La Catola km 23 - Agriturismo Avellaneta km 28

 

Uscire da Jelsi lungo la SS; dopo poco meno di 1 km, al km 248, in corrispondenza della statua della Madonna prendere a sinistra per S. Urbano.

Al primo bivio tenere la destra e continuare lungo la strada che diviene sterrato e poi mulattiera; superare la strada asfaltata che si incontra proseguendo diritto.

Raggiunta una masseria prendere l’asfalto che scende a destra per abbandonarlo in corrispondenza di una croce posta sulla sinistra; da qui scendendo diritti per una mulattiera si raggiunge la SS17 nei pressi del km 256.

Voltare a sinistra, seguire la SS 17 e dopo circa 500 metri prendere il vecchio tracciato della statale che si stacca sulla sinistra e che consente di evitare due gallerie; giunti ad un incrocio con parecchie strade e con la SS sulla sinistra (punto di inizio variante), trascurare il tutto e proseguire diritto fino a raggiungere sul fondovalle del torrente Tappino la strada provinciale 645 al km 23 circa.

Voltare a destra e proseguire sulla provinciale fino al km 26,8, superando a destra una grande cava, (punto di fine variante) da dove, se la stagione è secca e se il livello del lago di Occhito lo permette, si prende una stradina a sinistra e fatti pochi metri si volta subito a destra.

Si percorre la piana sottostante la SP 645 fino a raggiungerla di nuovo al km 28,2; da qui prendere a sinistra, superare il fiume Fortore sul ponte “13 archi” e immettersi sulla vecchia sede stradale della ss17 che corre parallela alla nuova.

 Nel caso la piana fosse allagata o fangosa si raggiunge il km 28,2 rimanendo sulla provinciale.

Proseguire sempre lungo la vecchia sede stradale, superare un impianto di inerti e al km 276 prendere a sinistra per S. Marco la Catola, che si raggiunge tramite una strada asfaltata ad elevata pendenza superando un dislivello di circa 400 metri.

Nel caso si decida di pernottare presso il Convento dei Cappuccini (verificare in anticipo) la tappa termina in paese; qualora si decida di pernottare presso l’agriturismo è necessario proseguire per altri 5km, percorrendo un tratto che comunque dovrà essere percorso nella tappa dell’indomani.

Per raggiungere l’agriturismo uscire dal paese dirigendosi verso Calenza; dopo circa 3 km, al bivio, prendere a destra per Motta Montecorvino, proseguire per altri 2 km circa e al cartello indicatore immettersi nello sterrato in destra che scende all’agriturismo Avellaneta.

 

Variante (non verificata)

Giunti all’incrocio, anziché proseguire diritto prendere l’ultima stradina che si stacca a destra e che si mantiene parallela alla provinciale per circa un centinaio di metri, per poi allontanarsi da questa scendendo a destra.

Proseguire lungo questa e oltrepassare la contrada Taverna del Tufo; giunti sul fondovalle voltare a sinistra fino ad immettersi sulla strada provinciale 645 all’incirca al km 25.

Girare a destra e proseguire lungo il percorso come già descritto.

 

Alloggi

- Casa Santa Maria di Giosafat (Convento Cappuccini), tel.0881 956071

- Agriturismo Avellaneta (sig. Renato Palmieri); tel. 347 2749067; renato@avellaneta.com (consigliato).

 


12. San Marco La Catola – San Severo km 45; Agriturismo Avellaneta – San Severo km 40

 

Dall’agriturismo ritornare sulla SS; raggiuntala andare a destra e dopo alcune decine di metri prendere la strada asfaltata che si stacca a sinistra, divenendo quasi subito sterrato.

 Dopo circa 500 metri lasciare lo sterrato prendendo a destra un sentiero (imbocco non molto evidente) che risale la scarpata stradale per poi raggiungere il crinale attraverso una bella pineta.

Giunti sul crinale si incrocia un sentiero (rudere sulla sinistra); voltare a destra e proseguire in salita lungo il crinale. Si supera una torre in legno e proseguendo diritti si giunge ad una sommità con ampia radura e con ottima vista su S.Marco la Catola; proseguendo diritti dopo circa 50 metri voltare a sinistra e subito a destra puntando alle ormai onnipresenti antenne per teletrasmissioni.

Proseguire diritti fino ad incontrare una strada che sale da sinistra verso destra, la si attraversa e si imbocca tra due alberi un sentiero (il primo a sinistra) che entra nel bosco e prosegue in leggera discesa. Alla fine della discesa il sentiero diventa mulattiera e risale sul crinale in prossimità di un casolare - Il Casone - posto appena sotto le antenne che si stagliano sulla destra.

Proseguire diritto e raggiunto l’asfalto girare a destra per immettersi più avanti sulla strada provinciale in corrispondenza del rifugio Triol. (il tratto “ agriturismo Avellaneta- rifugio Triol dovrebbe essere stato segnalato con frecce dal sig. Renato, gestore dell’agriturismo). Giunti sulla strada provinciale dirigersi a sinistra verso Pietra Montecorvino proseguire seguendo le indicazioni per Castelnuovo; giunti al campo eolico lasciare a destra il bivio per Pietra Montecorvino e proseguire lungo il campo eolico che si sviluppa sul crinale.

Alla fine del campo eolico, in prossimità di un piccolo manufatto posto sul lato destro della strada prendere il sentiero che parte sulla destra e che tagliando dei tornanti scende direttamente nel centro abitato di Castelnuovo della Daunia.

Dalla piazzetta con il monumento al cerbiatto e terrazza con vista sulla piana, scendere a destra e raggiunta di nuovo la strada comunale che porta a San Severo abbandonarla alla curva in corrispondenza di villa Giulia (centro evangelico) immettendosi sulla strada che scende a sinistra.

Continuando a scendere la strada ben presto diventa mulattiera e sentiero; alla fine della discesa in prossimità di una piccola elevazione abbandonare la traccia che prosegue diritta in salita e prendere a sinistra fino ad incrociare una strada asfaltata.

Girare a destra su quest’ultima, proseguire diritti, superare una chiesetta bianca che si lascia sulla sinistra e, ignorando la strada che prosegue a destra, continuare diritto ancora per circa 1km, dove affiancato da una linea telefonica sostenuta da pali di legno parte un sentiero che si snoda a destra per i campi.

Seguire il sentiero, a tratti non molto evidente, continuando sempre diritti, lasciando sulla sinistra una grande masseria; raggiunto un canale sovra passarlo e prendere a destra l’alzaia che affiancando il canale porta di nuovo sulla strada che da Castelnuovo conduce a San Severo.

Dirigendosi a sinistra, tra estesi vigneti e uliveti, lungo interminabili rettilinei, per fortuna poco trafficati, si raggiunge San Severo.

 

In caso di pioggia o di terreno molto bagnato è meglio evitare i tratti sterrati che vengono dopo Castelnuovo in quanto potrebbero essere molto fangosi: da Castelnuovo raggiungere San Severo rimanendo sempre sulla provinciale, allungando in questo modo di 3-4 km il percorso che diviene di 43-44 km se si parte dall’agriturismo e di 48-49 km se si parte dal convento dei cappuccini.

 

Alloggi

- Parrocchia SS Immacolata - don Raffaele -, via Massimo Dazeglio; tel. 0882 374341 (consigliato; appartamento 4/6 posti letto con uso cucina)

- B&B Borgo Antico, via Roma 77; tel. 320 3488369

- Hotel Milano, via Teano Appulo 15; tel. 0882 375643

- Hotel Ciccolella, via S. Bernardino 20; tel. 0882 223977

a Castenuovo della Daunia

- Hotel Le Terrazze; contrada Paolucci; tel. 0881559170

 


13. San Severo – San Giovanni Rotondo km 34

 

Dal centro di San Severo - Piazza della Repubblica - prendere la via che parte a sinistra del municipio; si supera la chiesa di S. Nicola che immettendosi sulla via Zanotti si lascia a sinistra, e si prosegue sempre diritto fino ad un distributore di carburante, da dove prendendo la via che diparte a destra si raggiunge la circonvallazione.

 Immediatamente al di là della circonvallazione, prendere la strada di fronte che lascia sulla sinistra un muro con quattro colonne e sulla destra una chiesa rotonda; proseguire diritto fino a raggiungere il cimitero e superare l’autostrada.

Continuando diritti sulla SS 272 si raggiunge la stazione di San Marco in Lamis, o meglio il passaggio a livello posto poco prima della stazione che si lascia a sinistra. (punto di inizio variante)

Proseguendo sempre lungo la SS si incomincia a salire, immettendosi nella stretta gola che porta dapprima alla Madonna di Stignano (punto di fine variante) e quindi a San Marco in Lamis.

 Dall’inizio della gola la strada si restringe e perde la banchina transitabile divenendo pericolosa nei tratti in curva; prestare molta attenzione anche se non c’è molto traffico, affrontando le curve sul lato destro o sinistro della strada in funzione della visibilità di chi ci viene di fronte.

Giunti a S. Marco in Lamis attraversare il centro della cittadina fino a riportarsi di nuovo sulla statale e, transitando dapprima per il Convento dei Cappuccini e quindi per Celana, raggiungere San Giovanni Rotondo su una bella strada panoramica.

 

Variante dalla stazione di S. Marco in Lamis (non verificata)

Al passaggio a livello si volta a sinistra e si raggiunge la stazione; proseguire lungo la strada che volge dolcemente verso est.

Continuare sempre diritto, superare sulla sinistra un casale posto in corrispondenza di una curva a destra e proseguire diritti; alla successiva curva verso sinistra, ignorare sia la strada che si stacca a destra a metà curva che quella che prosegue diritta e proseguire per circa 1,5km fino a un casale.

Poco prima del casale voltare a destra e proseguire diritto; si raggiunge un’ampia area a coltivo che si apre a destra e la si attraversa lungo una linea di drenaggio.

Dopo circa 300 metri abbandonare la linea di drenaggio (canaletta?) seguendo lo sterrato che piega a destra; si raggiunge una piantagione, la si attraversa, ignorando lo sterrato che si stacca a destra, fino a giungere ad un bivio.

Voltare a sinistra ad angolo retto e dopo un centinaio di metri voltare a destra ancora ad angolo retto; si prosegue sempre diritto tenendo la destra e si arriva alla Madonna di Stignano.

 

Alloggi

Ci sono più alloggi che case private! Ecco alcune possibilità:

-. Centro di Accoglienza Santa Maria delle Grazie (religiosa), piazza San Pio Quinto; tel 0882 456031-436586

-. Casa San Giuseppe (religiosa), via san Luigi Gonzaga 5; tel. 0882 454177

-. Cenacolo Santa Chiara (religiosa), via S. Salvatore 23; tel. 0882 456645-456305

-. Affittacamere La Divina, via Fiorentino 9; tel. 0882451583

-. Affittacamere Domus Aurea, via Piave 88; tel. 0882456092

-. Affittacamere Da Mara, via Mandes 46; tel. 0882454101

-. B & B Costa, via Lauriola; tel 0882457849

-. Pensione La Buona Forchetta; via Novelli 8; tel. 0882412366 – 338 1884225

a Stignano

-. Oasi Maria Santissima di Stignano (religiosa); tel. 0882 831033

a San Marco in Lamis

-. Convento San Matteo (Cappuccini); tel. 0882 831151-831101

 


14. San Giovanni Rotondo – Monte Sant’Angelo km 26

 

Dal convento di Padre Pio attraversare tutto il centro abitato di S. Giovanni Rotondo, riprendere la SS 272 e lungo questa proseguire per Monte Sant’Angelo.

Sulla SS ci sono due alternative:

 

Alternativa 1. Al km 34 prendere a sinistra uno sterrato che corre parallelo alla statale e che ritorna su di essa al km 35,2; si rimane sulla statale fino al km 35,8 per riprendere ancora uno sterrato a sinistra che dapprima passa attraverso pochi casolari e poi giunge su una strada asfaltata che proviene da destra.

 Proseguire lungo questa lasciando a destra la piana di S. Egidio; continuare diritto non considerando le strade che si staccano a sinistra e dopo di aver quasi completato l’aggiramento dell’Agropolis (grande struttura alberghiera), in corrispondenza del suo ingresso prendere la stradina che si stacca a sinistra (incrocio con alternativa 2) e che conduce in poco più di 1 km ai ruderi della chiesa di S. Nicola (cartello).

 

Alternativa 2. Proseguire lungo la SS fino al km 37 ed immettersi sulla strada che si stacca a sinistra affiancando il lato meridionale del pantano di S. Egidio; superare Agropolis, ignorare la prima strada che si stacca a destra ed al bivio che segue prendere a destra (incrocio con alternativa 1). Proseguendo sempre diritto si raggiunge San Nicola.

 

Dai ruderi di S. Nicola proseguire diritti non curandosi di strade che muovono a destra, fino a raggiungere un cartello in legno con l’indicazione a destra per Monte Sant’Angelo ed a sinistra per la Foresta Umbra; prendere a destra il sentiero per Monte Sant’Angelo.

L’ imbocco del sentiero è parzialmente ostruito da vegetazione, ma ben presto diviene una buona traccia; proseguendo il sentiero si immette sul fondo di un vallone divenendo purtroppo via via meno evidente, fino ad individuarlo più per alcune staccionate che a tratti lo delimitano che per il piano di calpestio.

Ad un certo punto il sentiero esce dal vallone risalendo sulla destra, divenendo più evidente; proseguendo, si raggiunge un’ampia radura, oltrepassata la quale si trasforma in un comodo sterrato.

Continuare lungo lo sterrato e, sempre dirigendosi ad est, si supera una cava abbandonata e si giunge di nuovo sulla SS 272 a circa 6-7 km da Monte Sant’Angelo.

Attraversare la statale e prendere lo sterrato che sale di fronte; dopo circa 1km al termine di un’ampia curva a sinistra si giunge ad un cancello di filo spinato e legno, con segnale rosso e/o giallo, posto sul lato sinistro dello sterrato; abbandonare lo sterrato, superare il cancello e tenendo la sinistra proseguire lungo la mulattiera che presto diviene sentiero segnato con contrassegni gialli (testa di cavallo) e a volte rossi.

Il sentiero è ben marcato e percorso da cavalli che lasciano evidenti tracce; a volte è interrotto da cancelli che possono essere facilmente superati o aperti, e che devono essere doverosamente richiusi.

In leggera salita e sempre con direzione est si giunge alla sommità del Monte degli Angeli, caratterizzata da antenne per teletrasmissioni (panorama splendido nonostante le antenne).

Dalle antenne girare a sinistra raggiungendo la cima, da dove a destra parte un comodo sentiero che porta a Monte Sant’ Angelo.

 

Alloggi

. Casa del Pellegrino, via Carlo d’Angiò; tel. 0884 562396

. Monaci Benedetini Clauniacensi, via Real Basilica 21; tel. 0884 561150

 


15 Monte Sant’ Angelo – Siponto km 22

Da Monte Sant’Angelo prendere la strada molto panoramica che in circa 9 km conduce al monastero di Pulsano (obbligatoria la visita).

 Dal monastero per scendere a Manfredonia si deve prendere il sentiero che parte sulla sinistra poco (50 metri circa) prima dell’ingresso alla chiesa del monastero; l’imbocco del sentiero non è segnalato, ma si trova in prossimità dell’albero posto oltre la fine dei parcheggi..

Scendere nella profonda gola; sembra di difficile percorrenza, ma in realtà è ben transitabile; poco dopo l’inizio del sentiero appaiono i contrassegni blu che lo marcano fino all’uscita della gola.

Il sentiero pur sviluppandosi in una gola con pareti verticali non presenta particolari difficoltà, nè ha preoccupante esposizione, ma va sempre affrontato con prudenza e particolare attenzione.

La zona è molto bella; mentre si scende, sempre accompagnati dalla vista del mare, si scorge da lontano un antico romitorio rupestre ricavato in una grotta: fantastico!

Raggiunta la fine della gola, finiscono anche i contrassegni; si segue l’unica strada sterrata che scende e proseguendo su questa si raggiunge Manfredonia. (la SS costiera si supera con sovrappasso).

Seguendo la via Pulsano si giunge al mare; continuando a destra sul lungomare si supera Manfredonia e mantenendosi sempre sul lungomare si giunge a Siponto.

Prendere a destra la via Manfredonia e giungere in piazza Daino,con fontana e chiesa (l’attuale Santa Maria Maggiore); immettersi su via Foggia (Casa Scalabrini sulla destra), superare il passaggio a livello e prendere a sinistra la pista pedonale che porta alla Basilica di Santa Maria Maggiore, dove termina la Via Micaelica - Sipontina

 

Alloggi

- Casa Scalabrini, via foggia; tel.0884 541470 (consigliato)

- Istituto Suore Discepole di Gesù; tel. 0884 541470

- Albergo Sipontum, via Di Vittorio 29; tel. 0884 542916

all’abbazia di S. Maria di Pulsano

- Foresteria, tel. 0884 561047 (ideale per giornata di raccoglimento)

 


CONCLUSIONE

 

Tutto finito a Siponto? Chi lo sa!

Perchè non aspirare a raggiungere via nave Cipro, attraversare l’isola, a piedi ovviamente, e sempre via nave approdare da qualche parte sulla costa orientale del Mediterraneo (Cesarea Marittima?) e da li raggiungere Gerusalemme?

Oppure sbarcare a Durazzo e lungo la Via Ignazia attraverso Albania, Macedonia, Grecia, Turchia, Siria e Libano raggiungere la Terra Santa?

Difficile? Forse l’attuale situazione politica lo sconsiglia, ma la speranza e la volontà non si devono mai arrendere agli ostacoli che l’umana stupidità. pone sulla strada della pacifica convivenza.

Se il buon Dio ci concede tempo e salute, non è detto che prima o poi si parta di nuovo.

Buon Cammino a tutti!

 

Anacleto, Mario, Rinaldo.

rinaldo.cucchi@tiscali.it

calma45@libero.it